Pop Fashion Over the Rainbow

Categorie: Abbigliamento, Arte, Interviste e Incontri Di Alessia Fabbri

Astro nascente della scena fashion underground, spirito libero difficilmente categorizzabile, di Marco Santaniello (lo avevamo incontrato al Fashion Camp) senza aver paura di sbagliare si può dire che è un pop artist prestato alla moda. E con risultati davvero sorprendenti, a partire da quello che è ormai un capo cult: la T-skirt.

Molto lontano dagli schemi classici del “fashion system”, Marco progetta le sue collezioni di capi unisex (t-shirt oversize e t-skirt con prezzi molto pop ;) senza etichette “autunno/inverno” o “primavera/estate” e le sue “sfilate” sono vere e proprie incursioni di strada non autorizzate (e spesso nemmeno programmate).

Con una forte presenza sulla rete, a partire dal suo sito caleidoscopico (rigorosamente in inglese e con musica degli Strobomonsters, che hanno accompagnato anche l’evento Progetto Backstage), il profilo Twitter dove risponde al nome di Superstarmix e la fanpage di Facebook, Marco trae la sua forza anche dal supporto di moltissimi affezionati fashion blogger in giro per il mondo, dal Canada alla Nigeria.

Ma la creatività del nostro non si ferma qui. È di recente produzione la serie dei PoP Portraits, ritratti di celebrità (ma anche ritratti personalizzati, su commissione) stampati su canvas in tiratura limitata, con timbro, numerazione e firma. Personaggi che, dietro lo stesso rainbow wall, diventano tutti uguali.

E a questo personaggio tutto fuori dalle righe abbiamo fatto qualche domanda

Da Cosenza a Milano: come mai hai scelto questa città, capitale del “fashion system”?
A Milano ci sono capitato quasi per sbaglio: dopo aver vissuto un anno a Londra, sono rientrato in Italia per motivi personali. Per noia sono andato a Milano, dove ho seguito alcuni corsi in grafica pubblicitaria e visual merchandising. Ovviamente dopo vani tentativi di inserimento lavorativo, cosa consueta in questa Italietta, ho iniziato a puntare su me stesso e per fortuna oggi inizio a raccogliere i primi frutti. Ma punto alla vetta e non ho limiti quindi non mi chiedere a cosa mi riferisco con la parola “vetta” :). Come sempre, lo ribadisco, MILANO sì è la capitale del fashion system ma solo per quel che riguarda business e marketing. C’è davvero poca creatività in Italia attualmente, e solo perché non è supportata in modo idoneo.

Come ti sei creato il seguito che hai tra i fashion blogger in giro per il mondo???
Soprattutto grazie ai miei PoP POrtraits, ma anche costruendo con loro un rapporto duraturo e sincero, specie con quelli che reputo davvero validi e professionali. In molti casi si tratta ormai di una vera e propria amicizia…

Ormai odierai la domanda, ma ti vorrei chiedere di parlarci della T-skirt… È vero che è protetta da un brevetto?
Perché non dovrebbe essere vero?! Potete controllare all’ufficio brevetti!!! La T-skirt è la mia idea geniale: una semplice t-shirt trasformata in un indumento di moda super cool e in maniera del tutto casuale :)

Organizzi per lo più sfilate abusive in strada perché è difficile trovare spazi, perché fanno più notizia o per il gusto di andare “contro”?
Organizzo sfilate non autorizzate perché mi secca partecipare ad eventini che poi non hanno alcun seguito, mentre sono molto più efficace io con i miei mezzi internettiani :) infatti ne parlano all over Mexico, U.s.a., Canada, Nigeria, Bielorussia, Francia, ecc. ecc.

Il web è fondamentale nel lavoro di un giovane designer indipendente oggi. Quali sono i tuoi canali privilegiati?
Internet è ormai il top per tutti, anche per i più grandi, ma pubblicizzarsi online non è così facile come sembra. I miei canali spesso sono casuali (ricerche random) e non saprei indicarteli… Fondamentali Twitter e Facebook.

E speriamo che in futuro tra i fondamentali ci sia anche un camaleonte ;)