L’Arte della Cartapesta Giapponese: Fukumaneki

Categorie: Casa, Soprammobili Di Alessia Fabbri

piatti in cartapestaÈ nel 2000 che, incoraggiata da un amico, Silvia Bonomi abbandona un lavoro nel settore del verde e inaugura il laboratorio artigianale Fukumaneki in cui produce complementi d’arredo utilizzando la tecnica della cartapesta giapponese. Affascinata dall’idea di realizzare un oggetto molto resistente partendo da un materiale fragile come la carta Silvia inizia a creare piatti, vasi, ciotole dalle linee semplici ed essenziali ma costruiti solo con carta e colla.

vasi in cartapestaDa qualche anno la produzione si è ampliata e si sono aggiunti i pannelli decorativi, realizzati variando la tecnica originale ma sempre solo ed esclusivamente fatti con carta e colla. Tutte le creazioni possono essere personalizzate e intonate all’ambiente dove verranno collocate. La tecnica della cartapesta giapponese consiste nel sovrapporre strati successivi di carta, ammorbidita nell’acqua, alternati a colla.Enjoy Life pannello cartapesta

Ma da dove viene il nome Fukumaneki? Nell’arte popolare giapponese veniva molto utilizzata per la produzione di giocattoli a forma di animale. I giocattoli che riproducevano uccelli, cani, tigri e scimmie erano ritenuti in grado di allontanare gli spiriti maligni. Venivano acquistati dopo le funzioni religiose e regalati ai bambini perché considerati doni mandati dagli dei per proteggerli. Alcuni oggetti raffigurano eroi popolari cui sono collegati miti e leggende. Una di queste leggende ha come protagonista un gatto che aiutò il padrone in difficoltà guadagnando soldi per lui. L’animale è raffigurato nell’atto di chiamare a sé qualcuno ed è diventato un simbolo portafortuna o Fukumaneki, che letteralmente significa “chiamare la fortuna”.bicchieri in cartapesta

Silvia Bonomi utilizza carta riciclata e carta orientale molto pregiata. La carta riciclata, costituisce l‘anima dell’oggetto, la sua vera essenza. La carta pregiata, realizzata a mano ancor oggi attraverso tecniche antiche in Nepal, Thailandia e India, costituisce l’ultimo strato: il vestito dell’oggetto. La rifinitura è ottenuta sovrapponendo strati di carta differenti per colore e tipo e inserendo fibre vegetali così da ottenere effetti inaspettati e originali. L’incontro tra le fibre naturali e le carte pregiate dona all’oggetto un carattere unico.