C’era una Volta… l’Armadio Stralunato di una Nonna

Categorie: Abbigliamento, Accessori, Atelier e Negozi Di Alessia Fabbri


CoseDiRo’ è il mio marchio

Roberta è il mio nome

CoseDiRo’ cuce

Roberta fa l’attrice

…cuce a memoria, senza scuola, rubando gli insegnamenti della Maura, la nonna “radical-romagnola”, testimonial della linea “La Maura Style Collection”.

CoseDiRo’ è per signorine che amano la cucina ma non ai fornelli, per donne che amano lo stile ma non le linee dritte e per bottoni di stoffa che si credono abiti.


Roberta Mengozzi l’abbiamo trovata al Miami e se avessimo dovuto votare per un espositore avremmo sicuramente scelto lei. Con i suoi coloratissimi cerchietti-chapeau, gli obi (cinture giapponesi), i colli, gli abiti e le T-shirt, le borse, ma soprattutto i suoi bottoni di stoffa, lo stand di CoseDiRo’ non poteva che saltare all’occhio, complice la mitica nonna Maura, “radical-romagnola dal liscio ai passatelli”, che faceva capolino da un piccolo schermo a svolgere la sua funzione di testimonial del marchio (non perdetevi il video!).

Siamo appassionati di storie. Ecco la sua:

CoseDiRò è nato un pomeriggio di maggio, tra un vestito troppo stretto, la mancanza di denaro e la disperata necessità di modificare modelli o cuciture ormai inadeguate. È nato davanti una tazza di tè alla menta, davanti ad un ago mai preso in mano prima e ai bottoni di mia nonna… “sapientemente sottratti” nel tempo. Mi ritrovavo improvvisamente con una quantità indescrivibile di bottoni, di tutte le misure, di tutti colori, di tutte le provenienze. I bottoni per me sono la vera anima di ogni vestito. E quasi senza pensarci ho cominciato a cucire questi pezzi di anima alla rinfusa su ogni vestito, maglia, borsa del mio armadio. Ben presto però ho provato l’irrefrenabile voglia di dare ai miei bottoni un contorno nuovo, originale, pensato apposta per ognuno di loro.

Tutte le creature CoseDiRò nascono da 3 grandi suggestioni: il giappone, il vintage-retrò e soprattutto lo stralunato e infinito armadio della Maura. La stessa nonna che cucina succulenti piatti romagnoli mentre Roberta pensa a una linea dedicata a “signorine che amano la cucina ma non ai fornelli”.

Roberta non ha mai studiato per fare la stilista. Il liceo linguistico l’aveva scelto perché sognava di innamorarsi follemente di un pilota d’aereo, di volare con lui e nel frattempo fare la hostess… “Sfortunatamente, a 18 anni ho avuto un black-out generale e ormai la cronica paura di volare mi ha impedito di continuare a pensare a quella follia adolescenziale. Grazie al cielo!

La passione per la recitazione invece ha radici molto profonde: “Da bambina mi ritrovavo troppo spesso a far monologhi davanti agli alberi del mio giardino e come unici testimoni i miei nonni, fedeli alleati nel tempo”. L’accademia d’arte drammatica le ha portato successi e lavori interessanti, alcuni anche molto importanti, ma la professione d’attrice non è facile… “Da qualche anno questa folle e poco compresa scelta di vita, mi ha portata troppo spesso ad aspettare telefonate che, a volte, non arrivavano mai, lavori non pagati, sofferenza e soprattutto disagi emotivi, nonostante io continui a provare una forte attrazione per il mio mestiere”. Intanto però come stilista va alla grande :)

I progetti futuri son tanti, tantissimi. A tratti persino troppi. Mi piacerebbe mantenere quelle linee storte che contraddistinguono ogni mia creatura, nel bene e nel male. Mi piacerebbe disegnare stoffe mie, nate dai miei disegni e imparare a realizzare tutto quello che con assidua frequenza mi bussa in testa. Mi piacerebbe realizzare davvero la sfilata che continuo a disegnare sui miei appunti da tempo e non permettere mai alla legge della moda di portarsi via l’ironia e lo stupore che provo ogni volta che riesco a cucire qualcosa. Per miracolo.

Mi piace pensare che la Maura, un giorno, diventerà famosa. Senza montarsi la testa.


Sul web potete trovare Roberta anche alla sua pagina Facebook o sul suo canale YouTube (dove troverete anche i suoi showreel). Riceve su appuntamento nel suo laboratorio-atelier-casa di Milano, dove le piace offrire una merenda o un bicchiere di vino a chi la va a trovare. A volte organizza piccole serate “Open Lab”: per continuare a imparare condividendo.